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Chi voglia cimentarsi nella ricostruzione della storia
politico amministrativa di un paese del Napoletano,
attraverso l'alternarsi dei suoi protagonisti grandi
e piccoli, importanti e non, sa bene quanto sia difficile
catturare e tenere desta l'attenzione dei lettori,
generalmente prevenuti nei confronti di tutto quanto
abbia un sapore vagamente provinciale. È necessario
pertanto impostare la narrazione in modo che l'importanza
degli avvenimenti locali, resa evidente dall'orgoglio
di appartenenza, non venga penalizzata dal pallore
di una cronaca spenta e priva di verve.
Angelo Di Mauro ha tentato, in modo decisamente insolito
e piacevole, di aggirare l'ostacolo, fornendo, per
così dire, il suo racconto di una marcia in
più: infatti, egli, facendo ricorso al dramma
satirico, analizza la storia politica di Somma Vesuviana
dall'Unità fino ai giorni nostri, attraverso
le vicende dei suoi più importanti "signori"
che si sono succeduti regnando, da veri padri padroni,
in mancanza di una vera e tenace opposizione.
E così, Michele Troianiello, Alberto Angrisani,
Francesco De Siervo vengono "spogliati"
delle rispettive vesti di Cavaliere, Podestà,
Commendatore per vestire quelle degli artefici di
quelle leggende metropolitane, che animano le scene
del dramma.
L'autore, da amabile regista, ci fa rivivere gli avvenimenti
come se fossero accaduti non più tardi di ieri,
cercando di raggiungere un esemplare equilibrio tra
obiettività storica e simpatia per gli avvenimenti.
Ha saputo, in definitiva, con un lessico semplice
e con un uso accattivante della lingua dialettale,
ricostruire periodi di transizione di per sé
assai delicati, tanto più critici per una realtà
complessa come quella di Somma.
Si tratta di una ricostruzione storica decisamente
non usuale, fatta non solo di date e dati ma anche
e soprattutto di voci, colori e profumi. Scorre, così,
la vita di tutta una cittadina, contornata da manie,
speranze, paure ed espedienti della sua "gente";
un quadro in cui egoismi, meschinità e imbrogli
si alternano a manifestazioni di generosità
e a momenti di autentica comicità, in cui c'è
spazio tanto per i notabili quanto per i poveracci
indifesi e bisognosi, che richiamano alla memoria
i protagonisti delle novelle di Matilde Serao o delle
commedie di Eduardo. Ma a ben guardare non è
chiaro se la storia di Somma venga ricostruita sfruttando
i suoi pittoreschi abitanti o se rappresenti, all'inverso,
un semplice pretesto per dare voce a questo variegato
e vitale campionario umano. Comunque sia, questo gradevole
e scorrevole lavoro riesce nell'intento di cogliere
l'essenza autentica di un mondo in cui, per dirla
con la Serao, perfino le leggende "hanno un carattere
profondamente umano, profondamente sensibile che fa
loro superare lo spazio ed il tempo".
Ugo della Monica
Ricercatore dell'Università di Salerno
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