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SOMMA VESUVIANA

disegno di Raffaele D'Avino
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Somma Vesuviana dista da Napoli 15 km, cui è collegata
dalla Ferrovia Vesuviana e da servizi di autobus. E' circumvallata
da due arterie a nord e a sud, che la liberano dal traffico
da e per il capoluogo.
Ha quattro parrocchie e cinque conventi con pochi monaci
e monache. Il territorio, esteso per oltre settemila moggi,
è costellato di chiesette. Il tessuto viario è
popolato da mille edicole votive e da altrettanti racconti
di spiriti.
Da un punto di vista produttivo esso basa la propria ricchezza
solo sull'agricoltura. Questo spiega in gran parte la conservazione
di antiche cultualità legate all'incremento del raccolto
agricolo.
Per Angelo Di Mauro, nato in via Castello n. 17 al Casamale,
il paese è una madre arcaica e sovrana, che dà
la vita e la toglie, la rinnova e la ripete sempre identica.
Questo humus sempre in fermentazione dà l'arcana
sensazione dell'eternità dei cicli vitali, che è
possibile differenziare in virtù dei prodotti culturali
e delle feste votive.
Tutta quest'aura di magie sussurrate e temute forma il substrato
umbratile e sacro della coscienza del Nostro. Tutte le pagine
dei suoi libri vibrano come foglie inquiete alla brezza
che spira dal nulla nel tentativo di resistere alla deriva
dell'essere, che è sempre simile e sempre diverso
da se stesso.
Ecco allora la proluvie dei ricordi dell'infanzia, che si
rifiutano di scomparire. Questo fondante tempo dei miti
giustifica e caratterizza l'esistenza così com'è
oggi. Il pieno fatto allora profuma e colora i passi di
un oggi sempre più deterministico.
Di Mauro registra negli occhi pellicole d'esistenze, parole,
grumi di senso e li consegna ai lettori per non morire,
per non far morire le persone che gli sono state care, per
far rivivere gli affetti che gli hanno reso tollerabile
la fatica del vivere e del credere in Qualcuno che governi
il mondo.
Antropologia
Il territorio di Somma Vesuviana può essere identificato
come una "nicchia antropologica", in quanto in
un contesto pressoché urbanizzato si incontrano schegge
di comportamenti magici e di antiche tradizioni, che affondano
le loro radici in culti pagani.
Circa i comportamenti più rilevanti appaiono quelli
della Settimana Santa:
I Sepolcri del Giovedì Santo in tutte le chiese che
seguono i rituali dei Giardini di Adone.
Il poggiare i neonati con i piedi per terra il Sabato Santo
per farli crescere e prendere vigore, cioè prendere
dalla terra in germinazione la vita/anima, rituale di origine
romana.
Alla fine della vita corrisponde la richiesta del morente
ai parenti di essere messo con i piedi nudi per terra per
restituire l'anima ricevuta nel giorno della Resurrezione
del Cristo/vegetazione.
Il bastonare gli alberi, specie i limoni, per farli fruttificare.
La divinazione del futuro negli ultimi dodici giorni di
Natale o con i rituali dell'acqua alla vigilia di San Giovanni,
il 23 giugno.
Un elenco lunghissimo di prescrizioni per agevolare il parto
sotto la protezione della rosa secca di Sant'Anna, che schiude
di nuovo insieme al neonato che sorge alla vita.
Le numerose attenzioni che bisogna fare alla levatrice per
evitare che il pupo si ammali.
I forti poteri riconosciuti alla mammana che domina le forze
vitali della natura ed è intesa come Signora degli
animali.
La sorveglianza dell'acqua santa durante le nozze per evitare
l'impotenza a consumare il matrimonio.
Tutte le legature magiche per far innamorare (una misteriosa
polverina nelle scarpe) ed i rafforzativi comportamenti
innanzi alla statua (la carta che si "friccica")
ed al fuoco di Sant'Antonio Abate (salti attraverso le fiamme).
L'intrecciatura dei crini dei cavalli che servono alle maghe
per galoppare di notte; la messinscena per catturarle.
La fascinazione a morte o a malattia con meticolosi rituali
magici delle fattucchiere.
I rituali e le pratiche che consentono con gli stessi operatori
magici di sciogliere ciò che è stato legato.
La presenza ad ogni angolo del paese di spiriti o monacelli,
una sorta di "genius loci", spirito del luogo.
La consistente messe di rimedi magici contro le malattie:
per l'ernia con attraversamento di un querciolo diviso a
metà; con l'urina contro l'itterizia; con l'acqua
e l'olio contro il malocchio, la cefalea e la paura; col
grano contro le "nasirchielle"; con l'aglio contro
i vermi; con l'agrostide per procurare un emorragia.
Il corposo rituale dei morti/semi che da novembre al Carnevale,
come maschere/fantasmi, si scatenano per scuotere la terra
dal rigore invernale.
Il grazioso corteo delle maschere ( "'e carnevalette")
dei mesi a cavallo che rappresentano la fine della vegetazione
e la sua rinascita. Essi, come per la bastonatura degli
alberi, fustigano gli spettatori con il "ramaglietto"
per indurre la fertilità e la fecondità.
In analoga funzione viene offerta la pertica, intarsiata
ed ornata di frutta e fiori, alla Madonna di Castello il
sabato dopo Pasqua, durante un lungo rituale di incremento
del raccolto, che finisce il 3 maggio o della Croce.
In tutte le manifestazioni di esorcizzazione del male/malattia/morte
sono sempre presenti grandi focaroni.
Foklore a Somma Vesuviana
Le manifestazioni folkloriche della comunità possono
ricondursi alla festa di Castello che porta in montagna,
presso la chiesa del Castello dedicata alla madonna Schiavona,
i fedeli di tutti i paesi del circondario. I pasti sono
rigidamente regolamentati, almeno per i devoti: pranzo a
base di pesce e frutta con esclusione di qualsiasi componente
di carne o grasso animale.
Il rituale, che serve a propiziare il raccolto, si svolge
con invocazione alla Madonna con antiche invocazioni senza
musica, con danze arcaiche, falò e fuochi artificiali.
Caratteristica è la costruzione sul luogo del piffero
da un pollone di castagno.
Precede questo rituale la processione dell'Addolorata e
del Cristo morto il Venerdì Santo, che vede la partecipazione
delle donne scalze ed in gramaglie, e degli uomini e dei
bambini in pariseo bianco.
La festa delle lucerne, al contrario di quella precedente,
si svolge alla fine del raccolto, dal 4 al 6 agosto, ed
ha tutte le caratteristiche di un rituale di ringraziamento
ai morti con la presenza di maschere crapulose, di lucerne
ad olio accese in molti vicoli, zucche svuotate, scolpite
a mo' di teschio e illuminate dall'interno.
Rantoli di resistenza emette il pupazzo di stoffa della
Quaresima, che resiste solo in alcuni vicoli del Casamale,
il borgo del paese. La pezza nera della gonna si illumina
di un'arancia tra le gambe che porta infisse sette piume
che sono estirpate una a settimana.
Un sole prigioniero, fascinato da piume di morte, che si
libererà con il ritorno della vegetazione a primavera.
Rimangono anche relitti folklorici del Carnevale, affidato
all'iniziativa individuale, che fino agli anni passati rappresentava
maschere marchianamente aggraziate e selvagge, mentre la
Rappresentazione dei dodici Mesi ha perso vigore per la
scomparsa dal tessuto produttivo dei cavalli.
Saltuaria è anche la rappresentazione della Cantata
dei Pastori da parte dei giovani del borgo.
Apre il ciclo agrario la processione del Bambinello/anno
nuovo il primo dell'anno.
Il 17 gennaio si procede alla benedizione degli animali
domestici sul sagrato della Collegiata con processione di
Sant'Antonio Abate, il Prometeo contadino.
Un tempo per far piovere acqua calda a febbraio c'era la
processione di "Terracavera", che mirava a riscaldare
la terra per la rinascita vegetale.
Ai primi d'agosto, dopo un mese di rogazioni dagli androni
dei cortili, sfila la Madonna della Neve, che apre la festa
delle lucerne.
Contro le eruzioni e per favorire il raccolto la comunità
a settembre porta in processione San Gennaro, patrono del
paese come di Napoli. L'influenza magica di questo santo,
che la leggenda fa passare per Somma in via Valle insieme
al diacono San Sossio, fino agli anni '60 era tale che le
donne incinte dovevano evitare di assistere alla decapitazione
durante la rappresentazione teatrale della sua vita, in
quanto i neonati nascevano col collo rotto.
Sull'orogenesi del vulcano il paese ha elaborate diverse
leggende di fondazione dei rituali che ancora si praticano.
Angelo Di Mauro
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